giovedì 4 febbraio 2010

Leggere i geroglifici: parte prima

E' naturale chiedersi come si legga l'antica scrittura egizia e quale suono avesse. Invece dei 26 caratteri usati da noi, quelli più impiegati dagli egizi erano circa 800 e avevano significati diversi. C'erano quelli monoconsonantici (che indicano una sola consonante, come le nostre lettere alfabetiche), quelle bi e triconsonantici, altri che fornivano il suono di parole intere (fonogrammi) o indicavano idee (ideogrammi) e infine segni impiegati come determinativi (determinano l'argomento di cui si parla) e rafforzativi. E' ovvio che la complessità della lingua non permette di spiegarla in poche righe; cercherò però di dirvi come tradurre segni e frasi più comuni in modo da poter leggere, alla fine dell'anno, alcune delle iscrizioni che s'incontrano sui monumenti o nei musei.

Diamo uno sguardo al nome della regina Nefertari(qui a sinistra) i cui segni sono compresi entro il cosiddetto ''cartigilio'', che circonda i nomi dei re e regine. Il primo passo è sapere in che direzione vanno letti i segni.
Per capirlo dobbiamo osservare il senso in cui guardano quelli raffiguranti esseri viventi (anche animali). Nel cartiglio di Nefertari, bisogna guardare all'avvoltoio, simbolo della dea Mut, che guarda verso destra, perciò questa scritta va letta da destra a sinistra.
Ora decifriamo i singoli segni letti nel giusto ordine. L'avvoltoio (che si pronncia ''Mut'' e ha vicino un simbolo a semisfera che normalmente si pronuncia ''t'' ma che qui è solo un rafforzativo)è messo in alto poichè simbolo divino. In realtà lo leggeremo in fondo alla frase.
Iniziamo quindi col segno che somiglia a uno strumento musicale (ma simboleggia la trachea) e che si pronuncia ''nefer''. C'è poi la semisfera (la ''t'') che abbiamo già visto e dopo torniamo a destra dove troviamo l'elegante simbolo della canna in fiore (che si pronuncia ''i'').
Viene quindi un gruppo formato dal simbolo di una bocca (si legge ''r'') e da due barre sottostanti che si leggono ''y''. Sotto c'è un altro gruppo di segni formato da un rettangolo (che si legge ''meri'') sormontato da una lunga serpentina (si pronuncia ''n'').

L'ultima ''t'' è la desinenza femminile e serve a far capire che srtiamo parlando di una donna. Il tutto si legge NEFER-T-I-R-Y MERI(T) N MUT (Nefertari Meritenmut). Letteralmente ''La bellissima (Nefertari) amata (meri-t) da (en) Mut (dea tebana e sposa di Amon).

2 commenti:

  1. Ringrazio per questo articolo poichè ora non ho dubbi sulla pronuncia del nome di Nefertari.

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Il mio nuovo libro: Immortali - Le mummie di uomini e donne dell'antico Egitto.

 Con questo post voglio inaugurare il nuovo blog. Ormai è passato circa un anno dal mio ultimo post ed è arrivato il momento per me di torna...