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venerdì 12 aprile 2013

Lo Zodiaco di Dendera

Il famoso zodiaco si trovava sul soffitto di una cappella del tempio di Hathor a Dendera (oggi è esposto al Museo del Louvre). La volta celeste è sostenuta dalle quattro dee, pilastri del cielo, orientate verso i quattro punti cardinali. Sopra le loro mani si trova l'insieme dei 36 decani. Nel cerchio interno, quello che appare nell'immagine, le diverse costellazioni dello zodiaco si mescolano con i pianeti e il resto delle costellazioni visibili in Egitto. La posizione dei pianeti, insieme alla rappresentazione di un'eclissi di sole, permette di stabilire che si tratta di quella visibile in Egitto il 3 marzo del 51 a.C.
Il tempio di Dendera, nell'Alto Egitto, costituisce una delle testimonianze più spettacolari delle conoscenze astronomiche nell'antichità. Grazie alle fedeli raffigurazioni dei pianeti e delle costellazioni, è stato possibile stabilire l'epoca della sua costruzione: tra la metà del I secolo a.C. e la fine del Periodo Tolemaico. L'influsso greco si nota sia nei particolari architettonici, sia nella simbologia utilizzata nelle immagini astronomiche.
Un'altra delle tante immagini di carattere astronomico nel tempio di Hathor, si trova sul soffitto della sala ipostila (in alto a sinistra). Il tempio è come un microcosmo in cui gli dei del cielo e i re della terra vivono in armoniosa dipendenza.
Qui di seguito, trovate una spiegazione figurativa dello Zodiaco di Dendera.


mercoledì 20 aprile 2011

Le droghe nell'Antico Egitto

In Egitto, la maggior parte delle droghe veniva estratta dalle piante, alberi compresi. Testi su papiro parlano delle droghe ricavate dal papavero, dalla mandragola o dalla cannabis; non tutte le piante però erano locali, come il papavero (Papaver somniferum) coltivato a Cipro e Micene. L'oppio estratto da questa pianta era un rimedio abituale per calmare il pianto dei bambini. La parola shepen (oppio) la troviamo scritta nel Papiro Ebers e poi (mai più citata fino al II secolo della nostra era) in una lista di 200 droghe del Pepiro Vindob. La cannabis, shenshenet in egizio, rimase in uso anche dopo i tempi faraonici. Benché nei papiri non sia molto chiaro a che servisse, si sa che veniva usata come medicamento e somministrata per via orale, rettale, vaginale e anche applicata sugli occhi e talvolta usata per i suffumigi. La mandragola era chiamata rermet dagli egizi, per quanto nei papiri di Londra e Leida, del III secolo, si legga la parola mantraguru in demotico. Essa veniva raffigurata piuttosto spesso nel corso dell'epoca amerniana. La radice della mandragola, ricca come è di alcaloidi, veniva utilizzata comunemente come sonnifero. Quanto al loto, e precisamente le Nymphaea, di cui si faceva uso, si sa che esso contiene quattro narcotici alcaloidi, concentrati nel fiore e nel rizoma. A volte, si mettevano a macerare i fiori del loto nel vino, oppure si aggiungeva un estratto di succo di fiori del vino. Tuttavia, annusare i fiori non provocava nessuno effetto (sopra). Secondo il Papiro Ebers, i fiori di loto costituivano un ottimo rimedio per ''trattare il fegato'', ''per un'ostruzione nel lato destro della pancia'', e insieme ad altri 15 ingredienti, tra i quali la birra, servivano anche ''per trascorrere la notte'' prima di ubriacarsi. Infine alcuni alberi hanno sostanze che possono essere impiegate come droghe, non sono comunque del tutto noti i componenti delle salicee che si usavano in Egitto. Secondo il Papiro Ebers, talune parti, peraltro non identificate, del salice piangente, tkheret in egizio, erano raccomandate a quel tempo per uso interno come analgesico.

domenica 3 aprile 2011

Le ricette mediche: i papiri di medicina

La pratica della medicina nell'antico Egitto, per quanto molto spesso mescolata alle pratiche magiche, non era molto distante da quella attuale. Il medico esaminava il malato, stilava una diagnosi e prescriveva la cura, corredata da ricette; molte di esse funzionano ancora oggi. Gli egizi prestarono grande attenzione al corpo umano e alle sue malattie. Ce lo confermano i testi di medicina giunti fino a oggi, la maggior parte dei quali su papiro. Essi costituiscono solo una piccolissima parte dei compendi messi a punto dai medici egizi. La Biblioteca di Alessandria ne aveva una ricca collezione, che però andò perduta durante un incendio divampato all'interno del grande edificio; quelle che ci sono giunte sono copie. Un gran numero di esse possono essere notevolmente retrodatate ma, non avendo la possibilità di stabilire la loro reale provenienza, è molto difficile valutare a quale medico egizio appartenessero gli originali. La maggior parte dei testi medici è scritta in ieratico, anche se esistono alcuni papiri in demotico. A eccezione dei Papiri del Ramesseo III, IV e V, il resto dei testi appare scritto in file che vanno da destra verso sinistra. Da sottolineare il fatto che si sono conservati taluni frammenti di testi su ostraca. Essi appartengono agli ultimi periodi della storia dell'Egitto faraonico. Tra i papiri medici, c'è ne sono tre di particolare importanza:

Il Papiro Edwin Smith:
Così chiamato dal nome del suo acquirente, Smith ne stabilì l'autenticità e, poiché conosceva lo ieratico, tentò di tradurlo. Il testo redatto in stile arcaico, copriva entrambe le facciate. Prima della ricetta c'era un'analisi del caso, una diagnosi e il possibile rimedio contro il dolore.

I Papiri della collezione Chester Beatty:
A differenza di altri papiri, come l'Ebers o l'Edwin Smith, i papiri della Chester Beatty hanno un carattere più magico che scientifico. Essi hanno tutti la medesima struttura: Titolo, esame del malato, la diagnosi e, qualora la malattia possa essere curata, la ricetta medica.

Il Papiro Ebers:
Il Papiro Ebers prende il nome del suo acquirente europeo, è un rotolo di papiro lungo 20 metri ed alto 20 centimetri, databile alla XVIII dinastia egizia è scritto in ieratico e contiene un grande numero di prescrizioni mediche. Nelle 110 pagine riporta circa 700 formule magiche e rimedi di vario genere.

Il mio nuovo libro: Immortali - Le mummie di uomini e donne dell'antico Egitto.

 Con questo post voglio inaugurare il nuovo blog. Ormai è passato circa un anno dal mio ultimo post ed è arrivato il momento per me di torna...