mercoledì 1 aprile 2015

Il trono della principessa Satamon

La principessa Satamon, figlia di Amenhotep III e della regina Ty, depose come dono funerario nella tomba dei suoi nonni Yuia e Tuya una raffinata sedia lignea che le era appartenuta. Sorretta da quattro gambe che imitano muscolose zampe leonine, la sedia è formata da parti in legno sapientemente assemblate per mezzo di mortase, tenoni e chiodi di bronzo. La parte frontale è impreziosita da due protomi femminili che hanno il volto, il collo, la collana e la corona ricoperti di foglia d’oro, mentre la parrucca è lasciata del colore naturale del legno. I due alti braccioli sono istoriati da pennelli con scene dorate. I riquadri interni rappresentano una processione di quattro fanciulle, sul cui capo sono riprodotte piante di papiro. Le donne sorreggono vassoi colmi di gioielli in oro, “dono dei Paesi stranieri del Sud”, e incedono verso lo schienale, dove si conclude la processione. Qui, in due scene speculari, è raffigurata una fanciulla che porge una grande collana a una donna seduta, identificata dall'iscrizione geroglifica soprastante come “la figlia de re, la grande, la sua amata Satamon”. La principessa, ornata con collana, orecchini e bracciali, indossa una parrucca cinta da un nastro e sormontata dall'immagine di una pianta di papiro, emblema di rinascita e fecondità. Nelle mani impugna un sistro e una collana-menat, consueti strumenti femminili usati dalle suonatrici nel corso delle processioni religiose. Satamon, come le fanciulle che le porgono omaggio, indossa una lunga gonna plissettata. Nei riquadri esterni dei braccioli compaiono le figure di Bes e Tueris impegnate in una danza apotropaica al ritmo di tamburelli. Le due divinità erano strettamente connesse con l’universo femminile, per la funzione magica e protettiva da loro accordata alle donne gravide e partorienti.


Dati

MATERIALI: legno stuccato, foglia d’oro e fibre vegetali
ALTEZZE: altezza sedia 77 cm, altezza del sedile 34 cm
LUOGO DEL RITROVAMENTO: Valle dei Re, Tomba di Yuia e Tuya
ARCHEOLOGO: Th. M. Davis
ANNO DEL RITROVAMENTO: 1905
DINASTIA: XVIII
REGNO: Amenhotep III (1387-1350 a.C.)
SALA IN CUI E’ CONSERVATO IL REPERTO: n. 43


9 commenti:

  1. Bel pezzo di ebanisteria, chissà se ci stavano seduti anche comodi. Io ad esempio non so come potessero utilizzare quelle sorti di poggiatesta trovati in alcune tombe e che dovevano fungere da cuscini ( a parte essere costretti a dormire supini). Altro bell'argomento la tomba di Yuya e Tuya.

    Oggi grande riapertura al pubblico del Museo Egizio di Torino dopo l'anteprima per la stampa di ieri. Sul sito internet del giornale torinese "La Stampa" molte foto e video con intervista al direttore/curatore Christian Greco (!?), evidentemente orgogliosissimo di come è stato trasformato il museo (articoli anche sulla versione cartacea, del resto è il fiore all'occhiello della città piemontese). Io in passato ci sono stato già tre volte, ma penso che prima o poi vi ritornerò, sembra davvero un'altra cosa rispetto a prima (....e magari con la guida di una brava egittologa......).

    Up the ancient egyptians

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    1. Io ho sempre pensato che i poggiatesta erano più rituali che altro... tuttavia, è solo una considerazione!

      Per il Museo di Torino, ci andrò proprio la settima prossima e poi scriverò un mio post/reportage/fotoreportage con tutte le considerazioni del caso :) Non so poi quando riuscirò a tornare a Torino, ma nel caso sei il benvenuto! :)

      Ho sentito solo belle parole riguardo il Dr. Greco, soprattutto dopo i casini della passata direzione... ad ogni modo, tra un po' vedrò con i miei occhi ;)

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  2. Occhi verdi da dea Bastet ? ; )

    Grazie per la disponibilità, ma a breve non avrò occasione di andare a Torino. Sarà per un'altra volta spero, ci terrei a scambiare opinioni dal vivo senza il limite dello scritto.

    Il dottor Greco ha detto che si è contornato di un bel gruppo di coadiuvanti e che si è creato un grande 'affiatamento. Fatti sotto che magari una in più......

    Alla prossima e se stresso dimmelo, senza problemi.

    Ciao

    P.S.: l'ushabti era di Thutmosi IV (Men Kheper w Ra), e non III. La dicitura sul fronte della statuetta corrisponde perfettamente a quella degli ushabti di fajence trovati nella tomba e ora in parte al Met di N.Y.

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    1. infatti dalla foto che mi hai mandato non mi sembrava per nulla Thutmosi III il nome, ma visto che è completamente sgranata, tutto poteva essere possibile!

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    2. Bella come il sole, non era mica un appunto. L'errore è stato mio. Riguardando gli appunti di scavo di Loret sulla tomba di Thutmosi III ho notato che nel nome del faraone mancavano i 3 segnetti della W (per il resto è uguale). Inoltre sono stati trovati ben pochi oggetti nella sua tomba, al contrario di quella di Thutmosi IV dove si è salvato qualcosa in più dalle predazioni dei tempi antichi.

      Notizie: Fondazione Museo Civico di Rovereto - Egitto: accordo storico

      Straordinarie novità potenziano la ormai consolidata convenzione tra Fondazione Museo Civico di Rovereto e Supreme Council of Antiquities of Egypt per la divulgazione del patrimonio storico e culturale dell’antico Egitto. Tra queste, la creazione di un sito web dedicato e di una webTV sui siti archeologici egiziani.
      Il museo sta a 40 km da casa mia e organizza la settimana del cinema Archeologico in collaborazione con la rivista Archeologia Viva (prima settimana di ottobre). Se passi da queste parti sei la benvenuta.

      Il tuo collega Tiradritti (tomba di Harwa) sospetta che il dipinto delle oche di Meidum possa essere un falso (altro che il mio ushabti!).

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    3. Preferirei evitare di commentare tutto ciò che riguarda il Signor Tiradritti.

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    4. Ops! Ho toccato un nervo scoperto senza saperlo? Non importa, avrai le tue validissime ragioni.

      Comunque anche il famoso busto di Nefertiti del museo berlinese è stato recentemente oggetto di dibattito, se fosse o meno un falso. Poi non so come è andata a finire (bene presumo visto che è ancora esposto). E' chiaro che nella miriade di oggetti sparsi per tutti i musei del mondo, qualche "fake" ci sarà sicuramente. Dura è accettare che lo siano pezzi famosi, da anni sotto gli occhi di tutti, specialmente degli addetti ai lavori (ovvio che i profani sono facilmente raggirabili).

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    5. ma no Luke è solo che non mi piace parlare male dei colleghi, non mi riferisco certo alla persona, perché non lo conosco personalmente, ma solo a livello professionale...
      per quanto riguarda il busto di Nefertiti la questione è sempre stata aperta, falso o meno resta un'opera magnifica...

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    6. A buon intenditore, poche parole.... (si dice così ?). Sicuramente il busto è magnifico. Ho qualche dubbio invece se sia una raffigurazione delle reali sembianze della regina. Ci sono statuette della coppia reale precedenti alla successiva iconografia amarniana, in cui i due appaiono molto più "normali" e anche un po' grassottelli (il che si avvicina probabilmente di più alla realtà). Ma è bello sognare e immaginare questa fascinosa regina in tutto il suo splendore.

      P.S.: se posso permettermi e per quello che posso vedere dalle foto, tu assomigli invece un po'a Nefertari (vedi pitture della QV 66). ;)

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Il mio nuovo libro: Immortali - Le mummie di uomini e donne dell'antico Egitto.

 Con questo post voglio inaugurare il nuovo blog. Ormai è passato circa un anno dal mio ultimo post ed è arrivato il momento per me di torna...