venerdì 1 aprile 2016

Il tempio di Ramses III a Karnak


Il tempio nell'angolo sudorientale (a destra in fondo) del primo cortile è una delle strutture architettoniche meglio conservate di Karnak. Ramses III prese a modello la pianta del suo tempio funerario di Medinet Habu, sulla sponda occidentale di Tebe. Il piccolo santuario, in aggetto dal muro di cinta, sembra essere fuori posto perché fu costruito prima che fosse cintato il primo cortile. Fino al 1896 il tempio era, per lo più, sepolto sotto uno strato di detriti, la cui altezza si arguisce dall'evidente chiazzatura delle pareti. Il tempio è decorato nello stile poco armonico e tracciato con mano pesante, peculiare della maggior parte dei monumenti di Ramses III, ma è in buone condizioni - in larga misura grazie al suo interramento - e, a differenza di molti templi più grandi, la sua pianta è di facile comprensione. Due statue di Ramses III si ergono davanti al I pilone, nelle immediate vicinanze, iscrizioni descrivono una grande porta a doppio battente in legno di acacia, rivestita di bronzo, che chiudeva il portale tra loro. La facciata del pilone presenta  raffigurazioni del recinto della doppia corona dell'Alto e del Basso Egitto sul destro (ovest). Nelle scene è ritratto al cospetto di Amon nel tradizionale atteggiamento di brandire la mazza in una mano e afferrare prigionieri stranieri con l'altra. Amon impugna e solleva la spada della vittoria. I nomi delle città e dei Paesi erano elencati ma purtroppo ora sono scomparsi. Le pareti esterne dei muri est e ovest del tempio illustrano la processione delle barche da Karnak verso il tempio di Luxor durante la Festa di Opet, lo stesso tema raffigurato nel colonnato del complesso. 
All'interno del tempio, un piccolo cortile a peristilio presenta porticati di otto pilastri sui lati est e ovest. A essi sono addossate figure mummiformi di Osiride, statue massicce che poco spartiscono con la cura delle proporzioni o del particolare. La parte posteriore dei pilastri mostra diverse divinità. Sulla parte sinistra (est) del cortile, la barca sacra di Amon e portata in processione da sacerdoti. Sulla parte destra (ovest), altri officianti recano statue infalliche di Amon. Sulla faccia interna del pilone, Amon dona lunga vita a Ramses III. All'estremità meridionale del cortile una rampa da accesso a un vestibolo (o pronao) con quattro pilastri osiriaci a quattro colonne.
Oltre questo edificio si estende una sala ipostila a otto colonne, sul fondo della quale si aprono le tre porte dei sacrari di Amon (al centro), Mut (a sinistra) e Khonsu (a destra) (Triade Tebana), ognuno dotato di una camera laterale. 

Una processione a Karnak 
Immaginate un'antica processione in questo tempio, è primo mattino, fa già molto caldo e la luce del sole è intensa. I sacerdoti di rango superiore portano a spalla la barca lignea con l'edicola dorata che ospita la statua del dio. Al seguito, altri sacerdoti recano vesti, alimenti e libagioni destinati alle offerte divine. Gli officianti, usciti dai recessi profondi del tempio di Amon, sostano a pregare prima di continuare verso il molo. All'esterno, la luce del sole accende i vivaci colori che decorano i muri del tempio: rosso, blu, giallo e bianco. Il corteo si inoltra, lentamente nelle sale, sempre più fredde e buie, e i sacerdoti indugiano per consentire alla vista di abituarsi al dissolversi della luce. Il Sancta Sanctorum, al fondo del tempio, dove la statua divina deve essere deposta, è completamente privo di luce e silenzioso. Soltanto a pochi è concesso di penetrarvi - i sacerdoti di alto rango, il re e membri scelti della famiglia reale - per salutare il simulacro del dio e augurargli un buon viaggio. 
Assistere a una cerimonia in un luogo simile doveva essere un'esperienza molto intensa e profonda. L'edificio consacrato da Ramses III, eccellente esempio di tempio del Nuovo Regno, comporta tutte le strutture fondamentali che gli sono tradizionalmente proprie: la facciata del tempio è costituita da un pilone i cui alti torrenti evocano le montagne all'orizzonte separate da una valle dove si leva e cala il sole. Il tempio presenta una simmetria bilaterale lungo un unico asse. Rampe di pietra, in corrispondenza di ogni porta, si raccordano al pavimento delle camere, il cui livello è più alto della precedente; al contempo i soffitti si abbassano e le dimensioni si riducono. Questo procedere da un ambiente aperto e assolato verso sale progressivamente ristrette, buie, silenziose e oppressive, rafforza la sensazione di penetrare in un luogo sacro.

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