martedì 25 gennaio 2011

I sigilli di identificazione


Le impronte lasciate sull'argilla dai sigilli cilindrici sono tra i documenti scritti più antichi. Le informazioni che offrono ci permettono di conoscere il nome e i titoli di alcuni importanti personaggi. I sigilli venivano usati dagli scribi già nel corso del Periodo Predinastico (Fine V millennio-3200 a.C.). La loro origine è mesopotamica e, pertanto, il sigillo egizio è un debito culturale nei confronti di questa zona dell'Asia. Alla fine del Periodo Predinastico, il suo uso conosce un forte sviluppo, come testimonia il ritrovamento di numerosi sigilli cilindrici e di impronte sulle caraffe danno informazioni importanti come l'anno di regno del faraone, il tipo di vino, il vigneto d'origine, il nome del proprietario. Durante le prime dinastie, il sigillo cilindrico iniziò a essere meno usato perché sostituito dal sigillo a pressione. Gli scribi se ne servivano per autenticare gli atti, apponendo il nome e i titoli del faraone e quelli dei funzionari. A essere sigillati non erano solo documenti, ma anche tombe e oggetti del corredo funerario. Gli alti funzionari lo portavano appeso al collo e se ne servivano anche come amuleto. A partire dal Medio Regno (2040-1786 a.C.), la simbologia dei sigilli mutò. Dalla XII dinastia (1991-1786 a.C.), fa la sua comparsa lo scarabeo, un sigillo che riproduce la forma di questo animale. Sotto si scrivevano nome e titoli del faraone o del funzionario. Il sigillo garantiva l'autenticità del documento. Benché il suo uso iniziasse a diminuire nel Nuovo Regno (1552-1069 a.C.), esso tornò in voga durante la XXV e XXV dinastia. Nel Nuovo Regno si diffusero gli scarabei commemorativi di alcuni faraoni. Pur non avendo nulla a che vedere con i sigilli di tipo amministrativo, hanno valore come documenti letterari e storici, in quanto danno conto di eventi accaduti. Poi gli scarabei persero valore come sigilli e cominciarono a essere acquistati dai Fenici, i quali se ne servivano per commerciare.


''I sigilli sono un attestato, in vita, della devota venerazione del sovrano nei confronti delle divinità. Essi hanno l'identica funzione del Papiro Harris. La loro motivazione più importante sta nell'impetrare la protezione degli dei per la tomba del faraone, la stessa che muove i Testi delle Piramidi''.


Con queste parole, l'egittologo James Henry Breasted analizza l'importanza dei sigilli trovati nelle necropoli e nelle tombe della Valle dei Re. I sigilli della necropoli hanno l'immagine di uno sciacallo (che raffigura il dio Anubi, protettore dei siti funebri) e nove prigionieri legati, simbolo del controllo sul caos. C'è poi anche quella di un funzionario chiamato ''Portatore del sigillo reale''. Nell'ambito della mummificazione, invece, esisteva un aiutante del sacerdote che realizzava l'imbalsamazione. Questi era denominato ''Portatore del sigillo degli dei'', tale incarico, fortemente legato al rituale della mummificazione, veniva svolto da un sacerdote di Osiride. Nel momento in cui si portava il defunto alla tomba, alla porta venivano apposti due sigilli; uno della necropoli e uno del faraone. Secondo Howard Carter, la presenza di un sigillo intatto nella tomba del faraone Tutankhamon lasciava intendere che essa non era stata violata, come successivamente il mondo ebbe modo di verificare.

3 commenti:

  1. Ciao Ginevra, non sapevo che gli egizi usassero sigilli cilindrici nel periodo antico, avendone ereditato la consuetudine dalla mesopotamia. Qua da te se ne impara sempre una. Probabilmente il progressivo disuso di quel tipo di sigillo è legato al diverso supporto su cui lasciavano i propri pensieri gli scribi egizi e quelli sumero/accadici. Ma mi chiedo non è possibile che non solo per i sigilli, ma anche ad esempio per l'idea dei gradoni nelle antiche piramidi e mastabe, ci sia un debito egizio verso le terra dei due fiumi? E ancora che ne pensi del fatto che forse anche essi erano "debitori" nei confronti della civiltà di Aratta (Jiroft) dove nei pressi del fiume Halil Roud, sono state trovate zigurat enormi, più antiche di qualche secolo rispetto alle mesopotamiche? Sembra che spostandosi ad est le datazioni si abbassino progressivamente o no?
    Un saluto, Claudio.

    P.S. nelle prime righe ti è sfuggita una I maiuscola davanti alla V (ne deriva 5° millennio, mentre sicuramente volevi scrivere 4° - IV° per la data del 3200 A.C.)

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  2. complimenti per il tuo curriculum, io sono una scrittrice, anzi direi che sto cercando di diventarlo, ho pubblicato alcuni e-books, tra cui un erotico ambientato in egitto nel 1870, ne sto scrivendo altri due, il primo sarà ambientanto a Bubastis il secondo è in fase di eleborazione... sto cercando notizie fuori da quelle convenzionali sul sito di bubastis potresti aitarmi. fabiola

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  3. Certo che posso aiutarti, fammi sapere come ;)

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