venerdì 18 novembre 2011

Perchè Akhenaton si faceva raffigurare con aspetti femminili?


Molti studiosi hanno ipotizzato che Akhenaton fosse malato, alcuni hanno detto che il suo aspetto si doveva alla malattia di Marfan, altri hanno parlato di corrente artistica, ma senza mai spiegare il perché questo faraone si facesse raffigurare con gambe grosse, seni flaccidi e ventre pieno.

Secondo il mio punto di vista Akhenaton si ispirò al dio Hapy, infatti il dio si presentava con quelle forme per sottolineare la vita che scaturiva dal Nilo, quindi Akhenaton come unico rappresentante dell'Aton sulla terra era la vita e la luce dell'umanità; concetto che egli cercò in ogni modo di far trasparire anche nell'arte.

mercoledì 16 novembre 2011

L'Inno ad Aton


Il sole fu un elemento sempre presente nella vita degli egizi e numerose divinità erano a esso legate. In particolare, Aton rappresentava il disco solare nel firmamento. Sebbene la sua figura fosse già conosciuta nell'Antico Regno, Aton assunse maggiore importanza nel Nuovo Regno, durante l'Epoca Amarniana. Il faraone Akhenaton, durante il sesto anno del suo regno, lo dichiarò unico oggetto di culto e fece chiudere i templi dedicati agli altri dei. Egli stesso si proclamò suo unico sacerdote e profeta, e scrisse un inno in cui esaltava la grandezza del Sole, creatore di tutte le cose, e l'eguaglianza fra tutti gli uomini. La somiglianza tra questo inno e il salmo 104 del Libro dei Salmi dell'Antico Testamento fa pensare che la religione egizia e quella ebraica abbiano avuto per un breve momento una convergenza di elementi dottrinali (per un approfondimento ''Intervista su Akhenaton'').


Inno ad Aton:

''Come sono numerose le tue opere! Esse sono incomprensibili per l'uomo.

Dio unico, al di fuori di cui nessuno esiste. Tu hai creato la terra a tuo desiderio

quando eri solo con gli uomini, il bestiame e ogni animale selvatico

che cammina con i piedi, e che è nel cielo e vola con le ali.

E i paesi stranieri, la Siria, la Nubia, e la terra d'Egitto. Tu hai collocato ogni uomo

al suo posto, hai provveduto ai suoi bisogni, ognuno con il suo cibo

ed è calcolata la durata della sua vita. Le loro lingue sono diverse,

e anche i loro caratteri e le loro pelli. Hai differenziato i popoli stranieri.

E hai fatto un Nilo nel mondo sotterraneo del Duat, e lo mandi dove vuoi tu a portare vita alle genti.

Tu, signore di tutte loro, che ti affatichi per loro, o Aton del giorno, grande di dignità!

E anche in tutte le terre lontane e straniere fai che vivano anch'essi. Tu hai posto un Nilo in cielo,

che scenda per loro, faccia onde sui monti come un mare e bagna i loro campi e le loro contrade.

Come sono perfette le tue vie, o Signore dell'eternità!

Il Nilo nel cielo è per gli stranieri e per gli animali del deserto ma il Nilo viene dalla Duat per l'Egitto.

I tuoi raggi fanno da nutrice a tutte le piante. Quando tu splendi, esse vivono e prosperano per te.

Tu fai le stagioni per far sviluppare tutte le cose che crei,

l'inverno per rinfrescarle, l'estate perché godano di te.

Tu hai fatto il cielo lontano per splendere in lui e per vedere,

unico che splendi nella tua forma di Aton vivente, sorto e luminoso, lontano eppure vicino.

Tu fai milioni di forme da te, tu unico: città, villaggi, campi, vie, fiume.

Ogni occhio vede te davanti a sé e tu sei l'Aton del giorno sopra (la terra).

Quando sei andato via e dorme ogni occhio di cui tu hai creato lo sguardo

per non vederti solo, e non si vede più quello che hai creato, tu sei ancora nel mio cuore.

Nessuno ti conosce tranne tuo figlio Nefer-kheperu-Ra Ua-en-Ra.

Tu fai che egli comprenda i tuoi piani e capisca il tuo potere.

Le tue opere sulla terra sono nelle tue mani, proprio come tu le hai create.

Se tu splendi, esse vivono. Se tu tramonti, esse muoiono.

Sei la durata stessa della vita. Viviamo di te.

Gli occhi vedono la bellezza fino al momento del tuo tramonto a destra

e allora in quel momento ognuno cessa il lavoro che stava facendo.

Quando tu risplendi, infondi vigore per il Re,

e metti forza e agilità nelle gambe da quando hai fatto la terra.

Tu sorgi per tuo figlio, generato da te, Re della Valle e Re del Delta

che vive di verità, Signore delle Due Terre, Nefer-kheperu-ra, figlio di Ra,

Signore della Verità, Signore delle corone, Akhenaton dalla lunga vita

e per la grande sposa reale Signora delle Due Terre Nefer-neferu-aton Nefertiti,

da lui tanto amata. Possa ella vivere a lungo e rimanere giovane in eterno!''

sabato 5 novembre 2011

Kemet è anche su facebook...



Ho aperto su Facebook la pagina ufficiale del blog di Kemet, dove possiamo commentare le notizie del mondo dell'egittologia, aggiornarci sulle novità editoriali, parlare di qualsiasi argomento e socializzare con chi ha la nostra stessa passione.

Vi aspetto tutti...

lunedì 17 ottobre 2011

Arriva IEgitto, l'applicazione di Kemet...

Ho sempre pensato di realizzarla e finalmente è arrivata. A breve la troverete in tutti gli App Store. Questa applicazione ti permetterà di conoscere l'antico Egitto. Iniziare lo studio dei geroglifici. Studiare la storia dell'antica civiltà del Nilo. Per tutti quelli che almeno una volta hanno sognato di andare in Egitto. Segui anche tu Kemet, la voce dell'antico Egitto.
IEgitto

(l'immagine dell'app è provvisoria)

mercoledì 12 ottobre 2011

Viaggio in Egitto per Aprile/Maggio...

Questo è un viaggio fai da te, quindi il tempo e le visite possono essere giostrati a piacimento o saltate se il programma è troppo duro. Il viaggio costa tutto compreso sui 1200 euro circa(aereo, hotel, monumenti, visto e spostamenti). Per qualsiasi domanda o rispondete qui o potete scrivermi all'inidirizzo kemet@live.it o su skype kemetblog. Non ci saranno problemi di lingua, parlo corentemente l'arabo e l'inglese. Naturalmente in ogni sito ognuno è libero di vedere ciò che più vuole, ad esempio l'intero gruppo aperto delle tombe della Valle dei Re o dei Nobili. Inoltre forse visiteremo la tomba di Senenmut. Organizzo questo nuovo viaggio per alcuni amici che vogliono visitare l'Egitto, ma come si dice? Più siamo e meglio è....

Viaggio in Egitto dal 20/04/2012 al 09/05/2012

Giovedì 19 aprile
Riunione a Roma alle 20.00 in piazza Esedra
20aprile-1°giorno Roma/Il Cairo: Arrivo in aeroporto e sistemazione in hotel
21aprile-2°giorno Museo egizio, cittadella e khan el khalili
22aprile-3°giorno Giza, Saqqara e Menfi
23aprile-4°giorno Dahshur e El-Lisht
24aprile-5°giorno Dal CairoBubastis e Avaris
25aprile-6°giorno treno per Alessandria e visita della città
26aprile-7°giorno Sais e Buto
27aprile-8°giorno Treno per Minia, arrivo e sistemazione in hotel
28aprile-9°giorno visita dei monumenti di Beni Hasan
29aprile-10°giorno visita di Tell el Amarna
30aprile-11°giorno treno per Luxor, arrivo e sistemazione in hotel
1maggio-12°giorno visita dei templi di Luxor, museo archeologico, tempio di Karnak e del museo di mummificazione
2maggio-13°giorno Valle dei Re e Valle dei Nobili
3maggio-14°giorno Visita dei templi di Dendera ed Abido
4maggio-15°giorno Templi funerari e Valle delle Regine
5maggio-16°giorno visita dei templi di Esna e Edfu e continuazione per Assuan, arrivo in serata e sistemazione in hotel
6maggio-17°giorno Visita dell'isola di File e nel pomeriggio tempio di Kom Ombo
7maggio-18°giorno Abu Simbel
8maggio-19°giorno Tempio di Kalabsha e poi in serata treno notturno Abela per il Cairo
9maggio-20°giorno Arrivo al Cairo e aereo per Roma

domenica 18 settembre 2011

Kem-ur-mi: l'antico canale dei Faraoni


La regione di Suez era nota anticamente come Heroopolita, e vi sono stati rinvenuti alcuni reperti, testimonianze dell'antichità di Suez. Nella regione sorgeva infatti la cittadina greco-romano di Klusma (poi divenuta Qulzum), sui resti del canale dei faraoni, Wadi Tumilat. Fin dall'antichità i faraoni capirono l'importanza di connettere il Mediterraneo con il Mar Rosso. La prima connessione cui si pensò sfruttava il Nilo e Wadi Tumilat, nell'antichità parzialmente e periodicamente navigabile. Secondo il progetto dei faraoni, le navi avrebbero imboccato dal Mediterraneo il braccio pelusiaco del Nilo, che oggi è asciutto, e avrebbero potuto risalirlo fino a Bubastis; da qui i battelli avrebbero raggiunto e navigato lungo Wadi Tumilat fino ai laghi Amari, e quindi da questi al golfo di Suez. Questa via fu nota ai greci come ''canale dei faraoni'' che gli egizi chiamavano Kem-ur-mi; accostando il grande canale al lago Amaro a cui esso si connetteva e che aveva come nome Kem-ur. L'idea fu realizzata solo nell'Epoca Tarda, anche se i lavori più antichi potrebbero essere stati cancellati da quelli più recenti; le prime prove storiche di un tentativo di realizzazione di un tale progetto risalgono a Neko II.
Sappiamo da Plinio che il canale misurava circa 92 km(le 62 miglia romane), che lungo lo Wadi Tumilat, equivale alla distanza fra Bubastis e l'estremità settentrionale dei laghi Amari. Il canale rimase abbandonato fino all'arrivo di Dario I, che lo fece riaprire e lo completò, una volta finito, fece commemorare l'impresa facendo incidere lungo il percorso una serie di steli commemorative in lingua egizia e persiana. Una diga naturale separava ancora il canale dai laghi Amari; essa fu tagliata sotto Tolomeo II Philadelfo, per essere rimpiazzata da una sorta di chiusa che permetteva di far comunicare il canale con i laghi Amari e quindi creava la connessione diretta con il golfo Heroopolita. Il golfo di Suez nell'antichità era noto come golfo di Heoopolita. Tuttavia l'incuria e la sabbia ebbero ragione dell'opera, già ostruita sotto Cleopatra VII; fu poi riattivata sotto il regno di Traiano.
Il nuovo canale doveva sfruttare parte della vecchia opera, unendosi a quella all'ingresso di Wadi Tumilat. In seguito il canale ricadde preda delle sabbie e venne abbandonato. Ancora una volta fu riattivato, ma per questo dovette attendere fino al 640 d.C., anno in cui arrivò in Egitto il generale 'Amr ibn el 'As, che era agli ordini del califfo 'Omr ibn al Khattab. Fu distrutto poco più tardi, nel 767, per ordine del califfo Abu Dja'far el Mansur, che voleva spegnere la rivolta della Medina riducendola alla fame. Quella fu la fine del canale dei faraoni, che venne abbandonato per sempre. Oggi Qulzum è ridotta a un cumulo di macerie che formano uno degli innumerevoli tell* dell'Egitto, ma un tempo per la sua posizione di frontiera era una tappa obbligata per chi percorreva la pista del Sinai.
Quando Napoleone arrivò in Egitto, i suoi studiosi scoprirono l'esistenza del canale dei faraoni(cosa a cui pensarono anche i Veneziani 300 anni prima), da questo momento iniziò il progetto del moderno canale di Suez, che segue un percorso diverso da quello antico, il progetto fu terminato a metà del XIX secolo e inaugurato nel 1871 con l'Aida di Giuseppe Verdi.

* parola araba usata per indicare una collina, in ebraico ''tel''.

lunedì 12 settembre 2011

Oltre la maschera di Spartacus

Molti dei miei lettori si chiederanno perché dedico un post alla scomparsa di un attore australiano e per quale motivo mi sento di farlo. Il mio motivo a molti di voi sembrerà insufficiente, non ho solo amato la grazia, la forza e la dignità d'espressione che Andy Whitfield ha avuto nell'esprimere se stesso tramite la recitazione, ma ho anche imparato a conoscere il suo sorriso e lo sguardo con cui guardava dritto nella telecamera, come se niente al mondo potesse fermarlo. Tutti lo conosciamo come Spartacus, tutti lo abbiamo incitato e incoraggiato, proprio come facciamo la domenica allo stadio, come se lui fosse stato davvero lì nell'arena a combattere per la sua libertà. Dietro a Spartacus c'era un giovane uomo, una persona innamorata di sua moglie, un figlio e un amico, quindi oggi non salutiamo solo il volto di un eroe che ci ha fatto battere il cuore ma anche un ragazzo come noi che nonostante la morte è riuscito a vincere la paura del male che lo stava divorando. Molti altri attori hanno interpretato Spartacus e molti altri lo faranno, però oggi non voglio dire arrivederci al personaggio, ma all'uomo che nel mio cuore e nella mia memoria avrà sempre un posto.. ciao Andy.

domenica 28 agosto 2011

Le cromolitografie Liebig


L'antico Egitto ha stimolato sempre l'immaginazione e ha lasciato tracce nei campi più insospettati. Le cromolitografie Liebig, stampate in oltre cento anni per pubblicizzare un estratto di carne, ne sono un chiaro esempio. Justus von Liebig, eminente farmacista e chimico tedesco, ideò il modo di far pubblicità allo scopo di promuovere il suo estratto di carne. Come già facevano altri produttori, Liebig decise di regalare con il suo prodotto alcune raccolte di cromolitografie; nel 1872, poco prima della sua morte, uscirono le prime. In oltre cento anni, fino al 1973, ne furono distribuite 1863 serie. Esse comprendevano 6 cromolitografie; sporadicamente apparvero serie di 12 e 18. Le misure erano in genere 100x70 mm. Le cromolitografie furono distribuite in numerosi paesi del continente europeo e vennero tradotte in molte lingue. Esse trattarono svariati temi, tra cui diversi aspetti legati alle antiche civiltà, come quella egizia. Con i loro contorni dorati, esse furono caratterizzate da un accurato e delicato disegno, tipico della fine del XIX secolo. Venivano stampate in litografia e in dodici colori. Ormai sono oggetti di antiquariato, testimonianze di un'epoca romantica.

martedì 16 agosto 2011

Omm Seti, esiste la reincarnazione?

Nella mia vita mi sono ritrovata spesso ad affrontare questa domanda, e negli anni sono giunta ad una personale conclusione. Si la reincarnazione esiste. Tralasciando i motivi che mi spingono a tale affermazione, che non sono solo tentativi personali di ipnosi regressiva e prove, vorrei parlare oggi di una donna straordinaria, il suo nome era Dorothy Eady.
Dorothy nacque a Londra nel 1904, era una bambina come tutte le altre, fino a quando un giorno cadendo dalle scale fu dichiarata morta per alcuni minuti, al suo ritorno dall'aldilà lei iniziò a dire di non appartenere a questo mondo e che lei era un'altra persona. Infatti ha dichiarato fino alla morte di essere stata una sacerdotessa egizia, vissuta all'epoca di Sethi I, il quale era anche il suo amante. Il suo amore per Sethi, proibito e pericoloso, la portò al suicidio.
Nella nuova vita, Dorothy, diventò una delle maggiori esperte di egittologia, dando spesso da pensare a chi non riusciva a capacitarsi di come lei sapesse cose inspiegabili per la mente umana. Si trasferì in Egitto, ebbe un figlio che chiamò Sethi, e per questo veniva chiamata Omm Seti, cioè ''madre di Seti'', come è abitudine nel medio Egitto. Ad oggi la sua storia è una delle più affascinanti e controverse.

Per saperne di più:
Alla ricerca di Omm Sethi di Jonathan Cott scrittore e giornalista newyorchese. Argomento de "Alla Ricerca di Omm Seti" è la biografia dell’inglese Dorothy Eady, ossessionata sin dall’infanzia dalla sua attrazione per l’Egitto, che la spinse a lasciare l’Inghilterra per recarsi a vivere ai piedi delle Piramidi e più tardi nel villaggio di Abido, sede del tempio del suo amato faraone Sethi I. La Eady, poi nota come Omm Sethi, ripercorre la sua vita di egittologa, le cui conoscenze di antichi rituali e dei luoghi di templi restano inspiegabili per molti, nonostante i suoi contributi a grandi scoperte archeologiche. Il libro svela un segreto straordinario: la sua perfetta cognizione di una precedente incarnazione in Egitto, raccontata da lei stessa con humour britannico esilarante e spesso feroce.




domenica 24 luglio 2011

Un giorno da Faraone


La giornata di un re egizio era regolata nei minimi particolari. Tanto nella vita pubblica quanto in quella privata, essa era organizzata secondo un severo e rigido cerimoniale. Il suo tempo era diviso tra le udienze e i giudizi, la caccia e la guerra, le passeggiate e i divertimenti.
Il risveglio del re era una grande cerimonia, il faraone si preoccupava del suo aspetto fisico, e si affidava alle mani esperte del barbiere e della manicure. Doveva indossare un grande vestito: il gonnellino shenti, corto e a pighe, rientrava tra i suoi indumenti. Il faraone non appariva mai in pubblico con la testa scoperta; anche nell'initimità portava sempre un copricapo. Perciò indossava una parrucca e sopra di essa il nemes con il serpente ureo. Una barba posticcia si univa al copricapo. Il re portava collane, pettorali e bracciali. Indossava sandali o camminava scalzo. Di mattina leggeva la posta, si lavava e poi offriva un sacrificio e ascoltava le preghiere del sommo sacerdote. Il re doveva essere al corrente di tutti gli avvenimenti. Dettava risposte, convocava il consiglio, ma il suo principale dovere era quello di manifestare gratitudine agli dei:restaurava monumenti, costruiva nuovi santuari e statue, faceva erigere obelischi; sovrintendeva e controllava l'esecuzione dei suoi ordini. Il faraone nominava gli alti funzionari, sceglieva il sommo sacerdote e ricompensava i generali che avevano compiuto imprese memorabili. Si attendeva che vi fossero diversi personaggi da ricompensare per chiamarli a palazzo. Un'altra cerimonia regale consisteva nel ricevere i delegati stranieri, che arrivavano con i tributi. L'occupazione più importante del re era la guerra. Al ritorno da una spedizione, al faraone piaceva svagarsi nel suo palazzo e divertirsi con la famiglia. Ma anche la caccia era uno sport appassionante: nel deserto, il faraone cacciava leoni, tori o antilopi.I palazzi reali erano in corrispondenza dei templi dedicati al culto del faraone, ogni complesso aveva la ''finestra delle apparizioni'', dalla quale il re distribuiva oro e beni di necessità.
Per quanto riguarda la sessualità nella vita di un faraone possiamo affidarci alla deduzione logica, probabilmente con diversi harem a disposizione, passava le sue notti all'interno di essi. La vita agiata di cui godevano i faraoni è testimoniata da una mummia in particolare, quella di Ramses III, che aveva problemi di obesità; ma tuttavia le mummie testimoniano anche di problemi salutari e in alcuni casi di fastidiose malattie.

mercoledì 6 luglio 2011

Seth, il dio del male e del caos: introduzione.

Dio dalla figura ambigua e controversa, simbolo del caos, del disordine e della sterilità, Seth incarna le forze violente della natura: tempeste e temporali, il deserto, ed anche il mare, in opposizione all'aspetto ''fluviale'' di Osiride. Ma Seth è anche un dio associato alla regalità, e sotto questo aspetto la sua origine è antichissima, sicuramente predinastica: la sua immagine è infatti presente nella testa di mazza del re Scorpione, anteriore a Narmer. Un re della seconda dinastia, Sakhemib, adottò Seth come suo nume protettore e fece collocare la sua immagine sul suo serekh. Il suo successore, Khasekhemuy, abbinò le immagini di Horus e Seth, a simboleggiare vicende politiche i cui dettagli ci sfuggono. Nei Testi delle Piramidi il re dichiara: ''La mia forza è la forza di Seth'' (Pyr.1145). Seth è anche il dio venerato dagli Hyksos, la popolazione semitica che governò parte dell'Egitto, e questo probabilmente contribuì al ricordo negativo che gli egizi hanno sempre conservato di questo episodio. Il culto di Seth riprese vigore nella XIX dinastia, dal suo nome derivò quello di Sethi I, padre del grande Ramses II, e anche quest'ultimo si considerò assai spesso sotto la sua protezione: si definì ''come Seth grande di forza'' e ''come Seth nella sua ora'' nelle iscrizioni che commemorano la battaglia di Qadesh contro gli Hittiti; e quando venne conclusa la pace tra i due popoli, nella Stele del Matrimonio del tempio di Abu Simbel rivolse preghiere e fece sacrifici a Seth, come dominatore degli elementi, affinché tenesse lontano la pioggia e il freddo dalla principessa hittita che stava arrivando in Egitto. Premettendo che questo personaggio è stato trattato in maniera magistrale da un egittologo olandese in un libro che è divenuto un testo di riferimento per la materia (Herman Te Velde, Seth, god of confusion, Brill, Leiden 1977), esamineremo ora alcuni aspetti di questo dio, soffermandoci su quelli più suggestivi ed insoliti. L'iconografia di Seth è tuttora argomento di discussione, Seth è abitualmente raffigurato con corpo umano e una testa dal muso allungato e ricurvo verso il basso, orecchie erette e squadrate alla sommità. L'animale setiano è stato di volta in volta identificato nell'antilope, asino, okapi, levriero, giraffa, tapiro, oritteropo, ecc. È stata anche avanzata l'ipotesi che si tratti di un animale fantastico, specie a causa della coda forcuta che appare quando viene raffigurato in forma completamente animale. Fin dalla sua nascita Seth rivela il suo carattere distruttivo: secondo Plutarco, infatti, non venne partorito nel modo consueto: ''La sua nascita non avvenne nel momento dovuto e nemmeno per via naturale: con un colpo squarciò il fianco della madre e saltò fuori''. Come dicevamo all'inizio, Seth è una figura complessa, oltre ad essere associato a vari animali, assume funzioni e ruoli di varia natura. Ne esamineremo quelli più importanti un passo alla volta nei prossimi post.

venerdì 24 giugno 2011

Scomparsa dell'egittologa Christiane Desroches-Noblecourt

Direttrice del dipartimento delle Antichità Egiziane del Louvre e abile divulgatrice, autrice di testi e promotrice di eventi ed esposizioni, Christiane Desroches-Noblecourt è stata la fautrice della missione di salvataggio dei templi della Nubia dalle acque del Lago Nasser. La "grande dame" dell'Egittologia si è spenta all'età di 97 anni.

da Archaeogate

Articolo su Le Monde.

mercoledì 1 giugno 2011

La mummificazione degli animali: cenni storici.


Gli egizi mummificavano cani, gatti, scimmie, uccelli, tori, coccodrilli e perfino insetti, che poi collocavano nei sarcofagi. La mummificazione di questi animali era dovuta principalmente a motivi religiosi, anche se la passione per gli amuleti spinse a imbalsamare gli animali e a seppellirli insieme ai loro proprietari. La grande quantità di animali mummificati attirò l'attenzione degli antichi viaggiatori greci e romani che visitarono l'Egitto. Si credette persino che tutti gli animali mummificati fossero sacri. Uno degli animali di cui sono state ritrovate più mummie è il gatto. Molte mummie di gatto erano considerate portafortuna che, alla morte del proprietario, venivano sepolti nella sua tomba, affinché nell'aldilà il defunto potesse godere della compagnia dell'animale. Altri animali mummificati avevano funzione di cibo, che faceva parte delle offerte del corredo funerario. Tuttavia, la maggior parte di queste mummie aveva un significato religioso. Le divinità erano associate a un animale sacro, con il quale potevano essere identificate. La morte dell'animale rappresentava una grande perdita. Secondo Erodoto ''tutti gli abitanti di una casa in cui è appena morto un gatto di morte naturale si rasano le sopracciglia; quando muore un cane si rasano tutto il corpo, compresa la testa''. Vi erano animali particolari, che erano divini di per sé, come il toro Api o il bue Bukhis. All'inizio venivano mummificati solo questi ultimi, ma a partire dalla XXVI dinastia, nel Periodo Saitico, il culto degli animali si accrebbe e aumentò il numero di mummie. Offrendo una mummia o una statua dell'animale sacro in cui il dio veniva rappresentato, si entrava in contatto diretto con la divinità. La mummificazione degli animali, molto più semplice ed elementare di quella degli uomini, terminava con la decorazione delle bende, sulle quali si riproducevano le fattezze dell'animale.

giovedì 26 maggio 2011

Taharqa, il faraone cuscita

Tra i faraoni dell'epoca etiope si distinse senza dubbio Taharqa. Per il coraggio nella battaglia contro gli Assiri, la linea politica, l'ansia di realizzare costruzioni in Egitto e in Nubia, egli merita di essere incluso tra i grandi sovrani d'Egitto. Taharqa (690-664 a.C.) fu il terzo della XXV dinastia. Egli arrivò da Napata (regno di Kush) per combattere al fianco del fratello Shabataka contro gli Assiri a Tebe. Taharqa succedette a Shabataka nel 690 e fu incoronato nella città di Menfi. Benché provenisse dalla Nubia, egli adottò usanze egizie, come la sepoltura nelle piramidi e la suddivisione della sua terra di origine in nomoi. Per contrastare il potere di Montuemhé, sindaco di Tebe, rafforzò la carica delle divine adoratrici di Amon, o spose divine; tale ufficio era riservato alle donne della famiglia del faraone. Taharqa fece quindi nominare la figlia Amenirdis II sposa divina di Amon, assicurandosi in tal modo l'appoggio di tale divinità e i benefici che ne derivavano. Taharqa fu un grande costruttore e fece innalzare numerosi templi sia in Egitto sia in Nubia. A Karnak spicca un chiosco situato nel primo cortile, di cui rimane una colonna. Per quanto riguarda la Nubia, Taharqa realizzò costruzioni a Gebel Barkal, Seddenga e Kawa. Ma il suo regno fu caratterizzato dalle lotte contro gli Assiri. Nel 674 a.C. il re assiro Asarhaddon tentò inutilmente di invadere l'Egitto. Subito dopo, Baal I di Tiro si alleò con Taharqa. Ben presto, nel 671, Asarhaddon conquistò Menfi grazie all'unione con i Libici del Delta. Questo è il suo racconto: ''Dalla città di Ishhupri fino a Menfi, una distanza di quindici giorni, combattei quotidianamente battaglie sanguinose contro Taharqa, re dell'Egitto e dell'Etiopia, colui che è maledetto da tutti i grandi dei. Lo ferii cinque volte con la punta delle mie frecce e misi sotto assedio Menfi, la sua residenza reale; la distrussi, abbattei le sue mura e la rasi al suolo con il fuoco''. Dopo la morte di Asarhaddon, nel 669 Taharqa riconquistò Menfi, ma il nuovo re assiro Assurbanipal distrusse le sue speranze, costringendolo a fuggire in Nubia. Dopo aver designato come erede Tanutamon, Taharqa morì nel 664 a.C.

martedì 10 maggio 2011

Introduzione agli scarabei

In Egitto si trovano numerosi scarabei, ma quello maggiormente rappresentato nell'arte egizia è lo scarabeo sacro (Scarabaeus sacer). Poiché gli scarabei depongono le uova in palline di sterco dalle quali emergono poi i piccoli, gli egizi adorarono l'animale come Kheper ''colui che viene al mondo'', equiparato al dio sole e creatore Atum. Il suo geroglifico venne utilizzato per esprimere il verbo kheper ''rinascere, venire all'esistenza, esistere''. L'abitudine dello scarabeo di rotolare con le zampe la pallina di sterco per nasconderla sottoterra simboleggiò poi il dio Khepri che spingeva il disco del sole attraverso il cielo. Nell'antico Egitto vennero creati milioni di scarabei in pietre o faïence come amuleti o sigilli. Nel primo caso essi spesso presentavano incisi, con scopi protettivi, l'immagine o il nome di una divinità o di un sovrano: soprattutto i nomi che includevano il segno dello scarabeo, come ad esempio Menkheperra, che è il prenome di Thutmosi III. Come sigilli, gli scarabei portavano invece incisi il nome e i titoli del proprietario. Alcuni scarabei più grandi recavano iscrizioni che ricordavano avvenimenti particolari della vita del faraone. Ad esempio, il re Amenhotep III creò scarabei che commemoravano una sua caccia al leone e altri ancora, come ad esempio quello del matrimonio, in onore della regina Ty. Dal Nuovo Regno in poi si hanno i cosiddetti ''scarabei del cuore'', in pietre dure o in terracotta smaltata. Questo genere di amuleto veniva posto sul cuore della mummia, incastonato in un pettorale, e recava incisa una formula magica, spesso il capitolo 30 del Libro dei Morti, che il defunto avrebbe recitato nella ''pesatura'' con la piuma della verità: ''O mio cuore..non sorgere contro di me come testimonio, non creare opposizione contro di me nel tribunale, non essere contro di me al cospetto degli dei..''.

Il mio nuovo libro: Immortali - Le mummie di uomini e donne dell'antico Egitto.

 Con questo post voglio inaugurare il nuovo blog. Ormai è passato circa un anno dal mio ultimo post ed è arrivato il momento per me di torna...